Camposecco (Camerata Nuova)

Camposecco era la meta più importante del nostro ultimo giro alla ricerca di location (qui c’è la pagina dedicata con un po’ di foto). E’ un posto importante perché qui sono stati più di 50 film, soprattutto western italiani, il più famoso dei quali è senz’altro Lo chiamavano Trinità, diretto da Enzo Barboni nel 1970, con Bud Spencer e Terence Hill e con una simpatica presenza di Remo Capitani.

Mi piace citare Remo Capitani perché è uno di quei bravi attori di secondo piano che appaiono in molti film di quegli anni e soprattutto, in questo caso, perché avevo trovato casualmente una lunga intervista, fatta proprio a Camposecco, in cui racconta un po’ di aneddoti e illustra tutte le location più utilizzate (intervista accessibile premendo qui, fatta proprio con la collaborazione di Vincenzone, di cui ora parlerò meglio).

Così di buon mattino siamo arrivati a Camerata Nuova. La prima cosa che mi salta all’occhio è l’imbocco della strada per Camposecco. Dopo aver percorso qualche centinaio di metri della strada sterrata mi chiedo se, con una macchina normale come la mia, si riesca davvero ad arrivare all’altopiano. La strada in effetti non è in buone condizioni. Allora andiamo in paese per chiedere informazioni. E, naturalmente, andiamo al bar del paese a berci un caffè.

Vincenzone è il padrone del bar, e non gli mancano di certo giovialità e socievolezza. Così chiacchieriamo un po’ di Camposecco e della difficoltà a raggiungere l’altipiano. Intanto mi guardo intorno e vedo il bar tappezzato di locandine western e foto (tra cui ne noto una in cui Vincenzone è abbracciato a Franco Nero).

Facciamo un po’ amicizia, mi fa vedere delle bellissime foto originali dei set di Camposecco, parliamo tra le altre cose di Remo Capitani e dell’intervista che ho citato prima). Ah, devo dire, Vincenzone è davvero un tipo simpatico.

Alla fine la frase di Vincenzone è: “Impossibile arrivare a Camposecco, ma forse noi abbiamo i mezzi”. E, rivolto a qualcuno fuori: “Cercatemi Vincenzino”.

Arriva Vincenzino, e ci dà appuntamento per mezzora più tardi.

Vincenzino è un uomo anziano, ma di quelli forti, di campagna, con la pelle dura (poi lo scopriremo anche poeta improvvisatore).

Arriva dopo mezzora con un fuoristrada che si vede che di fuoristrada ne ha fatta tanta. Così partiamo e lentamente arriviamo a Camposecco, tra tanti racconti e tante poesie improvvisate (Vincenzino assume una voce impostata quando declama i suoi versi).

Giriamo per un paio d’ore sull’altipiano, veramente fantastico, ci addentriamo nella foresta che lo circonda, poi facciamo una capatina a Camerata Vecchia, le cui rovine sorgono su un’alta rupe rocciosa, e pare abbiano dato rifugio agli ultimi briganti della zona.

Tornati al paese, unico rammarico della giornata, non riusciamo a salutare e ringraziare Vincenzone perché il bar è chiuso. Così lasciamo un biglietto sulla porta.

In seguito siamo riusciti a contattarci tramite facebook. Il nome del gruppo gestito da Vincenzone dice tutto: Camposecco FarWest. Vale davvero la pena fare ‘una gita’ sul gruppo.

Concludendo…è stata una giornata piacevolissima, sia per il luogo in sé, ma sicuramente e soprattutto per l’accoglienza delle persone di Camerata Nuova. Di sicuro torneremo, anche per fare qualche foto migliore di quelle che abbiamo fatto.

Camposecco was the most important destination of our last tour in search of locations (here is the dedicated page with some photos). It is an important place because there have been more than 50 films shot here, mainly Italian westerns, the most famous of which is undoubtedly They call me Trinity, directed by Enzo Barboni in 1970, with Bud Spencer and Terence Hill and with a nice presence of Remo Capitani.

I like to mention Remo Capitani because he is one of those good second-rate actors who appear in many films of those years and above all, in this case, because I had accidentally found a long interview, done right in Camposecco, in which he tells a bit of anecdotes and illustrates all the most used locations (interview accessible by pressing here, done with the collaboration of Vincenzone. I’m going to tell more about him).

So, early in the morning, we arrived at Camerata Nuova. The first thing that catches my eye is the entry point of the road to Camposecco. After covering a few hundred meters of the dirt road I wonder if, with a normal car like mine, it is really possible to get to the plateau. The road is actually not in good condition. So let’s go to the village to ask for information. And, of course, we go to the bar to have a coffee.

Vincenzone is the owner of the bar, and he certainly does not lack joviality and sociability. So let’s talk a little about Camposecco and the difficulty in reaching the plateau. Meanwhile, I look around and see the bar covered with western posters and photos (including one in which Vincenzone is together with Franco Nero).
After socializing a bit, he shows me some beautiful original photos of Camposecco movies sets, let’s talk about Remo Capitani and the interview I mentioned above, among other things). Ah, I must say, Vincenzone is a really nice guy.

In the end, Vincenzone’s sentence is: “Impossible to get to Camposecco, but maybe we have the tools”. And, turning to someone outside: “Look for me Vincenzino”.
Vincenzino arrives, and he gives to us an appointment for half an hour later.

Vincenzino is an old man, but a strong one, from the countryside, with hard skin (later we will also discover him as an improviser poet).
He arrives after half an hour with an off-road vehicle that you can see that it has really done a lot of off-road. So we leave and slowly we arrive in Camposecco, among many stories and many improvised poems (Vincenzino assumes a set voice when he recites his verses).

We turn aroud for a couple of hours on the plateau, truly fantastic, we enter the forest that surrounds it, then we make a visit to Camerata Vecchia, the ruins of which rise on a high rocky cliff, and seem to have given refuge to the last brigands of the area.

Back to the village, the only regret of the day, we are unable to say hello and thank Vincenzone because the bar is closed. So we leave a note on the door.

Later we were able to contact each other via facebook. The name of the group managed by Vincenzone says it all: Camposecco FarWest. It is really nice taking a ‘tour’ on the group.

In conclusion … it was a very pleasant day, both for the place itself, but certainly and above all for the hospitality of the people of Camerata Nuova. For sure we will come back, also to take some better pictures than the ones we took.

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